Periodo Heian
Il periodo Heian (平安時代, Heian-jidai) è un periodo della storia giapponese che durò dal 794 al 1185 d.C.
Iniziò con il trasferimento della corte imperiale al Palazzo Heian (Daidairi) a Heian-kyō, l'odierna Kyoto.
Alla corte Heian, la cultura, l'arte e i costumi giapponesi si affinarono a un livello straordinario. Il periodo Heian è considerato il periodo classico della letteratura giapponese, particolarmente coltivato dalle dame di corte. Esempi di cosiddetta letteratura delle dame di corte includono "Il racconto di Genji" della dama di corte Murasaki Shikibu e le "Note del guanciale" della dama di corte Sei Shōnagon.
Poiché la scrittura cinese era l'unico modo per scrivere, e impararla era considerato sconveniente per le donne, la letteratura di corte del periodo Heian portò anche allo sviluppo di una nuova scrittura sillabica, che in seguito fu standardizzata come Hiragana.
Mentre la cultura di corte prosperava, il potere dell'imperatore diminuiva costantemente. Il clan più potente del paese era la famiglia Fujiwara. Grazie ad astute alleanze matrimoniali, accumularono influenza. Le loro figlie furono date in sposa agli imperatori e i Fujiwara governarono come reggenti per la loro prole minorenne.
"Nel tardo periodo Heian, la nobiltà di corte non si occupava di politica o dell'amministrazione del paese. Trascorreva il tempo componendo poesie, giocando, studiando, imparando tutte le arti, partecipando a cerimonie religiose e dedicandosi ad relazioni amorose. Si abbandonavano a ogni piacere della vita al massimo, ma in modo tale da non oltrepassare mai i confini del buon gusto." (da Mamoru Watanabe, 1952)

Offerta eccessiva di carta
Sei Shōnagon era una compagna della cerchia ristretta dell'Imperatrice. Un giorno, l'Imperatrice si ritrovò con un'abbondanza di carta da scrivere. Shōnagon si offrì di usarla per tenere una specie di diario.
Le Note del guanciale, nella loro forma riveduta, contengono 317 note, spesso chiamate capitoli, che furono successivamente ordinati e numerati.
Ci sono note molto brevi, composte da poche parole, e altre molto lunghe, che raccontano eventi a corte.
Le Note del guanciale in origine non erano un libro, ma una raccolta di fogli di carta.
Con il suo stile di scrittura, Sei Shōnagon fondò la cosiddetta letteratura Zuihitsu (随筆文学, zuihitsu bungaku), nota anche come "ovunque conduca il pennello".

Scoperta delle note
Sei Shōnagon scrive:
"Queste note le ho scritte soltanto per me, per trovare conforto nell'annotare i miei sentimenti, e non ho mai pensato che avrebbero potuto allinearsi alle grandi opere e attirare l'attenzione del pubblico, per cui mi stupisco quando mi sento dire: 'È un capolavoro'.
I miei ammiratori devono appartenere, ne sono certa, a quel genere di persone che lodano ciò che gli altri disprezzano e disprezzano ciò che gli altri ammirano. Ma quel che più mi angustia, in definitiva, è proprio il fatto che queste mie note siano state scoperte.
Ne fu responsabile il luogotenente di sinistra Tsunefusa, quand'era ancora governatore di Ise. Uscirono da un tatami, che gli stavo porgendo sulla terrazza, e il luogotenente le raccolse, precedendomi, e si rifiutò di restituirmele. Mi furono riconsegnate soltanto dopo lungo tempo. E da allora incominciarono a venir divulgate."
Una piccola selezione dalle brevi note
26. Cose che stancano
I riti di purificazione.
Far preparativi per andare lontano.
Fermarsi qualche giorno in un tempio.
31. Cose piacevoli
Un dipinto di donna con a lato un lungo e interessante racconto.
Il ritorno da una gita, tutte stipate su una carrozza, mentre i giovani servi, anch'essi numerosi, incitano con abilità i buoi facendoli correre.
Riuscire a scrivere su fine e candida carta cinese una lettera con caratteri sottili, nonostante il grosso pennello.
48. Giovani con armi
I giovani sono magnifici quando, in virtù del loro grado, possono uscire armati di tutto punto.
Un figlio di nobili, anche bellissimo e interessante, se non ha armi perde istantaneamente ogni fascino.
57. Comportamento disgustoso
Un giovane di alto lignaggio che pronuncia, con malcelata confidenza, il nome di una donna di condizione inferiore, è davvero odioso. Dovrebbe essere più furbo e far finta, pur ricordandolo benissimo, di esserselo dimenticato. ...
66. Piante
Tra le piante erbacee le più belle sono l'iris, il giunco, l'altea rosata. Quest'ultima è poi la più preziosa giacché, oltre ad essere bellissima, fin dai tempi antichi i suoi fiori e i suoi steli vengono usati per ornare i capelli nei giorni festivi. La sagittaria ha un nome curioso; si direbbe che si dia delle arie.
72. Il gracchiare dei corvi
È curioso come il gracchiare dei corvi, che di giorno ci è tanto odioso, sia invece piacevole di notte, quando essi, scivolando accoppiati sugli alberi, svolazzano di ramo in ramo, cantando con voce sonnolenta.
89. Particolari raffinati
Un giovane nobile snello e leggiadro, indossando la veste di corte.
Una graziosa fanciulla, che, non indossando una hakama, abbia lasciato volutamente aperte le due falde della sopravveste estiva, lungo cui pendono l'uzuchi (bastoncini) e la preziosa palla medicinale, e se ne stia in piedi presso la balaustra della terrazza, celandosi il volto col ventaglio.
Un libro rilegato in fine carta di riso. Una lettera scritta su carta di riso celeste e legata con rametti di utsugi appena gemmati.
I ventagli con la prima e l'ultima stecca fatte di tre listerelle sovrapposte di legno di cipresso.
134. Conversazioni notturne
... Una dama: "Il nome Hakama però è davvero insulso, e così anche il nome Sashinuki (un tipo di hakama). Si dovrebbe piuttosto chiamarli Veste delle Gambe oppure semplicemente Saccone". Io così le interruppi: "Ma che argomento noioso! Smettiamola di discutere e andiamo piuttosto a dormire". ...
157. Persone che soffrono
La balia di un bambino che ha l'abitudine di piangere durante la notte.
Un uomo che abbia due amanti, entrambe gelose.
Un esorcista che debba lottare con uno spirito particolarmente terrificante.
Una donna molto amata da un uomo di natura estremamente sospettosa.
166. Cose che dovrebbero essere vicine eppure sembrano lontane
Le feste davanti al palazzo dell'Imperatrice.
I legami di sangue con fratelli e genitori, non cementati dall'affetto.
L'ascesa al monte Kurama, chiamata dei Novantanove Piegamenti.
L'intervallo tra il trentunesimo giorno del dodicesimo mese e il primo dell'anno.
167. Cose che dovrebbero essere vicine ma che sono realmente lontane.
Il paradiso.
I viaggi per mare.
I rapporti umani.
218. Il flauto
Il flauto è meraviglioso. È affascinante sentire le note farsi sempre più vicine, quando lo si ascolta da lontano, mentre quando lo si ascolta da vicino è piacevole sentire il suono allontanarsi, fino a svanire in note sempre più eteree. Un flauto lo si può portare comodamente nascosto tra le pieghe dello scollo, sia che si viaggi in carrozza, sia che la si segua a piedi o che si cavalchi.
265. Situazioni che ispirano fiducia
Sentir recitare i sutra da un folto coro di bonzi, quando si è ammalate.
Essere consolate da un amante sincero, quando ci sentiamo depresse.
276. Cose che procurano felicità
Leggere il primo volume di un romanzo che non conoscevamo e riuscire poi a scovare l'attesissimo secondo volume.
A volte, però, a lettura ultimata, dobbiamo riconoscere la nostra delusione.
305. Un curioso episodio
Un ufficiale delle guardie della porta occidentale aveva un padre di umili origini, e forse perché se ne vergognava con i compagni lo condusse seco con un pretesto in un viaggio nella provincia di Iyo, e lo gettò in mare.
Quando il fatto fu conosciuto, così lo si commentò: "Non c'è niente di più terribile del cuore umano!". E il quindicesimo giorno del settimo mese l'alto sacerdote Ajari Domei, vedendo che l'ufficiale faceva i preparativi per il suffragio ai defunti della festa dell'Obon, (2) gli recitò i versi: "Pietosa vista è il suffragio di questo signore, che il padre nel mare ha gettato". È stato davvero un curioso episodio!