Jōdori tsukikaeshi e zenpōnage

2020-03-30

Jōdori tsukikaeshi

nell' esame del 2° kyu
tsukikaeshi (突き返し, colpo, affondo in senso opposto, contro)

Jōdori zenpōnage

nell' esame del 2° kyu
jōdori (杖取り, prendere, togliere il bastone)

Kenjiro Yoshigasaki

Kenjiro Yoshigasaki è nato nel 1951 a Kagoshima, in Giappone. Ha iniziato a praticare yoga all'età di 10 anni e l'Aikido all'età di 17 anni, sotto la guida di Koichi Tohei Sensei. Nel 1973 divenne istruttore di Aikido presso la Ki Society. Ha accompagnato Tohei Sensei in molti dei suoi viaggi di insegnamento all'estero.
Nel 1977, Yoshigasaki Sensei si trasferì in Europa come capo istruttore della Ki Society, dando il suo contributo allo sviluppo e alla diffusione del Ki Aikido.
Nel 2003 Yoshigasaki Sensei ha fondato l'organizzazione Ki No Kenkyukai Internationale, per sviluppare indipendentemente i concetti dell’Aikido e mantenere la via (Dō).

Dōshu Yoshigasaki

L’Aikido è una “Via” (Dō, 道). Questa via dovrebbe essere mantenuta nella pratica. La persona che mantiene la via viene chiamato Dōshu.
Ci sono due differenti significati di Dōshu in giapponese. Il primo (scritto 道主) significa “padrone della via” mentre il secondo (scritto 道守) significa “custode della via” (nel senso di mantenere la via percorribile). La differenza è che secondo il primo significato ci può essere un solo “padrone della via”, mentre per il secondo ci possono essere molti “custodi della via”.
L’insegnante a capo di una organizzazione di Aikido dovrebbe essere chiamato Dōshu (道守) inteso come “custode della via”, ma in realtà molte organizzazioni di Aikido non hanno un Dōshu. Questo perché la maggior parte degli insegnanti giapponesi seguono gli insegnamenti di qualcun altro, in particolare di Morihei Ueshiba, anche se lui è morto. Ci sono anche insegnanti che non seguono un particolare maestro, ma che invece seguono filosofie consolidate. Anche loro non sono “custodi della via”. Questo è il motivo per cui non ci sono molti Dōshu nel mondo dell’Aikido.
Un insegnante è “Dōshu (道守)” solo quando insegna in modo completamente indipendente da ogni filosofia o da altri insegnanti, compresi quelli morti.
secondo un testo di Yoshigasaki Sensei dal 2004